Rottamazione quinquies

Tocca aspettare ancora un po’ per la rottamazione quinquies, sempre che le promesse del Governo vengano rispettate. L’unica certezza, però, è la bocciatura dell’emendamento che voleva introdurre il provvedimento già nel Decreto Milleproroghe. 

Secondo alcuni, le prospettive che la rottamazione quinquies non venga mai approvata sono di gran lunga superiori allo zero. Cosa succederà in quel caso? Le conseguenze colpiranno i cittadini, certo, ma anche lo Stato. Ne parliamo qui.

Cos’è la rottamazione quinquies

La rottamazione quinquies è un meccanismo che consente di “rottamare” le cartelle esattoriali, ossia quelle emanate dall’Agenzia delle Entrate Riscossione (l’ex Equitalia).

Per rottamazione, in questo caso, si intende la possibilità di pagare i debiti con il fisco senza interessi, sanzioni e aggio.

Un dettaglio non di poco conto, se si considera che – spesso e volentieri – il grosso delle cartelle è costituito proprio da questi elementi. D’altronde, si tratta di debiti di lungo corso, che hanno avuto tutto il tempo di maturare varie penalità.

La rottamazione prende il nome di quinquies in quanto è una sorta di quinta edizione. Prima di lei, ce ne sono state quattro. Allo stesso tempo, assume – o promette di assumere – un carattere innovativo. Il motivo? Semplice: prevede una rateizzazione monstre, comoda come mai è stata prima.

Una rateizzazione composta da ben 120 rate mensili. In buona sostanza, il debitore avrà dieci anni di tempo per pagare il suo debito.

Non stupisce dunque che la rottamazione quinquies sia attesa con tanta intensità dai cittadini e in particolare dai piccoli imprenditori e dai liberi professionisti, che sono le categorie che tendono a produrre più debiti (non fosse altro perché, a differenza delle realtà più grandi, la responsabilità patrimoniale è limitata o solo parzialmente limitata).

Niente rottamazione quinquies? Le conseguenze per il cittadino

La Lega Nord, a inizio febbraio, ha cercato di inserire la rottamazione quinquies nel decreto Milleproroghe, il maxi decreto che in un certo senso rifinisce la Legge di Bilancio e la integra, tradizionale contenitore per inserire tutto ciò che non è stato possibile inserire prima della death line di fine anno.

Purtroppo, la Commissione Affari Costituzionali del Senato non ha dato il via libera.

Sia chiaro, non si tratta di uno stop assoluto. Gli obiettivi del Ministero di Economia e Finanza per il biennio 2025-2027 includono esplicitamente la rottamazione quinquies. Nondimeno. i tempi si allungano e l’incertezza cresce.

Basta solo questo, una mancata approvazione oppure un’approvazione molto tardiva, per generare conseguenze non solo per i cittadini, ma anche per lo Stato. Partiamo dalle conseguenze per i cittadini.

Obbligo a saldare i debiti nella loro interezza. Senza la rottamazione, varrebbero le regole di sempre, dunque l’obbligo di pagare i debiti nella loro interezza e in tempi stretti, con interessi, sanzioni, aggio e tutto il resto. Una prospettiva davvero complicata per la maggior parte dei debitori.

Mancanza di liquidità. La necessità di pagare debiti così massicci ridurrebbe la liquidità delle piccole realtà. Ciò a sua volta potrebbe causare fallimenti o compromettere la sostenibilità delle attività di produzione, erogazione di servizi etc.

Le conseguenze per lo Stato

Come già accennato, le conseguenze colpirebbero anche lo Stato, o per meglio dire il fisco.

  • Riduzione del gettito fiscale potenziale. La rottamazione non è solo un gesto di riguardo per il cittadino, ma anche uno strumento dello Stato per recuperare crediti che potrebbero rivelarsi insoluti. Niente rottamazione, niente recupero del credito.
  • Aumento dell’evasione fiscale. Tutto si lega: se è vero che le cartelle riguardano spesso le piccole realtà, che queste rappresentano la maggioranza dei contribuenti autonomi, che si troverebbero in una situazione di mancanza di liquidità… Allora sarebbe difficile per loro pagare le tasse. Insomma, il rischio è di evocare lo spettro dell’evasione di sopravvivenza.

Senza considerare le conseguenze per il Governo e l’attuale maggioranza, le cui promesse verrebbero percepite come fumo negli occhi.

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