Regolamento condominiale

Dai più, il regolamento condominiale è visto come un orpello o peggio ancora come un ostacolo alla libertà individuale. E invece è un efficace strumento di tutela per i condomini. Il suo scopo, ovviamente, è quello di favorire una civile convivenza e decenti standard di vita in condominio.

Ma che succede se si viola il regolamento condominiale? Ebbene, fioccano (o potrebbero fioccare) sanzioni salate. La questione è ben disciplinata dal codice civile e dalle relative disposizioni attuative.

Le multe per chi viola il regolamento condominiale

Tanto per cominciare, è bene fornire una nota di contesto. Il regolamento condominiale è quel documento che riporta le norme di civile convivenza in condominio, con un occhio di riguardo per l’uso e la gestione degli spazi comuni. In genere, viene redatto direttamente da chi istituisce il condominio e tale tende a rimanere, anche perché le modifiche richiedono una doppia maggioranza: sono necessari cinquecento millesimi sia in prima che in seconda convocazione.

Pochi sanno che il regolamento condominiale non è sempre obbligatorio. Se il condominio ospita meno di 10 condomini l’obbligo non sussiste.

Tornando alle violazioni, a fare fede è l’articolo n.70 delle disposizioni attuative. Esso infatti stabilisce:

  • Una sanzione fino a 200 euro per le infrazioni una tantum;
  • Una sanzione di 800 euro in caso di recidiva
  • Che la somma venga devoluta al fondo comune del condominio, ovvero il “deposito” da cui l’amministratore attinge per pagare le spese di ordinaria amministrazione come la manutenzione leggera, la pulizia di scale, androne, cortili e ascensori.

Che le sanzioni debbano essere comminate non già per iniziativa deliberata dell’amministratore di condominio, bensì previa delibera dell’assemblea condominiale.

Per inciso, in questo caso fa fede l’articolo 1136 del codice civile, che stabilisce la necessità della maggioranza di 500 millesimi in prima convocazione e di 334 millesimi in seconda.

Cosa succede se la violazione continua

Può capitare, ovviamente, che nonostante la sanzione la violazione continui. Che succede in questo caso?

Il primo passo consiste nell’affidamento al Giudice di Pace. Egli, constatata la violazione e la prosecuzione della stessa, ordina la cessazione e condanna il colpevole al risarcimento dei danni.

Se però la violazione riguarda atti che sfociano nel penale, come per esempio interventi edilizi abusivi, il condominio può procedere con un’azione legale presso il tribunale competente.

Ovviamente, nel caso in cui la sanzione non venisse pagata, l’amministratore può procedere con i mezzi coercitivi che gli competono: diffida e decreto ingiuntivo. Insomma, può comportarsi come farebbe dinanzi a una qualsiasi morosità.

Le violazioni più comuni

Chiudiamo con qualche curiosità, ovvero con una lista delle violazioni di regolamento condominiale più comuni.

  • Rumori molesti. Musica ad alto volume, lavori di ristrutturazione fuori orario, schiamazzi notturni.
  • Uso improprio delle parti comuni. Deposito di oggetti personali in spazi condivisi come androni, scale e cortili.
  • Animali domestici non controllati. Mancato rispetto delle norme di convivenza, come abbaio eccessivo o mancata pulizia delle deiezioni.
  • Mancato rispetto della raccolta differenziata. Errato conferimento dei rifiuti o abbandono fuori dagli orari stabiliti.
  • Modifiche non autorizzate alle parti comuni o alle facciate. Installazione di tende, condizionatori o parabole senza consenso.
  • Uso improprio dei parcheggi condominiali. Occupazione di posti altrui o sosta in aree vietate.

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