Il governo ha varato il nuovo concordato preventivo biennale. Si tratta di una forma di patto tra fisco e lavoratore autonomo che, almeno in linea teorica, garantisca al primo di aggiungere un tassello importante alla lotta all’evasione fiscale e al secondo di pagare meno tasse (almeno in certi casi).

Ne parliamo qui, fornendo una panoramica sul funzionamento del nuovo concordato preventivo biennale e presentando le differenze con le precedenti forme di concordato. Analizzeremo inoltre le opportunità e i potenziali rischi per i lavoratori autonomi.

Come funziona il concordato preventivo biennale

Il meccanismo che sta alla base del concordato preventivo biennale è molto semplice. Il fisco elabora una previsione sul reddito del lavoratore da qui ai prossimi due anni e propone al lavoratore medesimo di pagare le tasse su quel reddito e solo su quel reddito. Il tutto, a prescindere dal fatto che il lavoratore, alla prova dei fatti, nel corso dei due anni guadagni di più o di meno.

In cambio dell’adesione, il fisco non solo concede imposte fisse, ma esclude gli aderenti da futuri accertamenti.

Il concordato è dunque preventivo in quanto si basa su calcoli di tipo previsionale. E’ anche biennale in quanto interessa due periodi di imposta.

Il concordato preventivo non è uno strumenti nuovo. Tuttavia, quello in cantiere per il 2024, valevole per il 2025 e il 2026, presenta alcuni interessanti elementi di novità.

  • E’ accessibile a tutti. In passato, il concordato era disponibile solo per gli autonomi con un indice di affidabilità pari o superiore a 8, che è molto alto. Questo, per evitare che ad aderire fossero gli evasori, dunque i lavoratori con un reddito dichiarato (e quindi utilizzabile ai fini del calcolo) inferiore a quello reale. Il nuovo concordato è invece disponibile a tutti a prescindere dall’indice di affidabilità. Si parla di qualcosa come quattro milioni di partite IVA.
  • La scadenza è stata posticipata. E’ possibile aderire al nuovo concordato entro il 15 ottobre 2024. La scadenza è stata impostata in questi termini per consentire al governo e al fisco di ultimare gli ultimi dettagli e di ottimizzare soprattutto le attività di calcolo, notifica etc.

I vantaggi del concordato preventivo

Il concordato preventivo, in linea teorica, presenta numerosi vantaggi, soprattutto nella forma in cui è stato concepito di recente.

A livello generale, neutralizza i vantaggi dell’evasione fiscale. Se le imposte non cambiano all’aumentare del reddito, in quanto predeterminate, allora il lavoratore non ha nessun interesse a nascondere i guadagni e quindi a commettere un illecito. Tale vantaggio è tanto più grande quanto più grande è la platea di aderenti, anche tra coloro che, avendo un indice di affidabilità basso, probabilmente sono soliti nascondere una parte del reddito.

Ma i vantaggi sono soprattutto per il contribuente. Di base, il concordato permette di non pagare le tasse sul reddito eccedente quello predeterminato e precalcolato dal fisco. E’ un dettaglio non di poco conto soprattutto per chi prevede di espandersi e di accrescere il fatturato.

Tutto ciò, al netto dell’oggettiva serenità che il concordato determina. Sapere fin da subito quante imposte si dovranno pagare consente, nei limiti del consentito, di dormire sonni tranquilli. Consente una più efficace e tranquilla pianificazione economica.

I rischi

Non mancano comunque i rischi, a partire da quelli per il fisco. Il nuovo concordato, essendo esteso a tutti, certo coinvolgerà anche alcuni evasori incalliti, i quali potrebbero considerarla come una forma di protezione. L’adesione al concordato, e la conseguenza la certezza di non essere sottoposti ad accertamenti, potrebbe essere considerata una sorta di scudo per chi nasconde parte del reddito.

Qualche rischio, in realtà, vi è anche per il lavoratore. Su tutti, la prospettiva di pagare più imposte di quelle che dovrebbe pagare, se in realtà genera un reddito inferiore a quanto predeterminato e calcolato.

Insomma, il nuovo concordato preventivo biennale appare come una misura interessante, ma l’adesione ad essa va comunque ponderata, soprattutto alle luce delle proprie prospettive di guadagno.

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