Il Decreto Milleproroghe, il maxi emendamento che tradizionalmente rifinisce la Legge di Bilancio, è stato ufficialmente approvato. Molte le novità, anche se si segnala un grande assente: la rottamazione quinquies. Nonostante i buoni propositi di alcuni membri della maggioranza, che volevano inserire la misura già nel Milleproroghe, questa è stata rinviata a data da destinarsi. 

Ma c’è una buona notizia: è stata riaperta la rottamazione quater, che già rappresentava un bel sollievo per chi era stato raggiunto da una cartella esattoriale dell’Agenzia delle Entrate. Vediamo insieme i termini di riammissione e gli altri dettagli.

Le novità del Milleproroghe

La rottamazione quinquies, beninteso, non è stata mandata in soffitta. Semplicemente, il suo inserimento già nel Milleproroghe è stato giudicato troppo frettoloso, anche considerando che una misura del genere dev’essere curata nei minimi dettagli. E’ infatti alto il rischio di inefficacia, tanto per il debitore (nel trovare effettivo sollievo e rendere il suo debito sostenibile) quanto per il fisco (nell’incassare somme sufficienti a giustificare la rinuncia a sanzioni, interessi etc.).

Come misura compensativa, è stato deciso di “riaprire” la rottamazione quater, che già rappresentava una boccata di ossigeno per i debitori e un deciso cambio di passo rispetto alle rottamazioni degli anni passati.

Ma quali sono i termini per usufruire di questa rottamazione rediviva?

Le modalità sono chiare, anche se un po’ complesse. Il debitore può decidere di:

  • Pagare tutto in un’unica soluzione.
  • Pagare in 10 rate.

Nel primo caso, il pagamento deve avvenire entro il 31 luglio 2025.

Nel secondo caso, le prime due rate devono essere pagate entro il 31 luglio e il 30 novembre 2025. Le successive scadenze sono: 28 febbraio, 31 maggio, 31 luglio, 30 novembre 2026; 28 febbraio, 31 maggio, 31 luglio, 30 novembre 2027.

Vale la pena, giunti a questo punto, rinfrescare la memoria sul funzionamento della rottamazione quater. Quanto permette di risparmiare? Di base, permette di risparmiare parecchio. Infatti, impone il pagamento del solo montante debitorio, spogliato complessivamente di aggio, interessi e sanzioni. Un dettaglio non di poco conto, se si considera che, per molti, il grosso della cartella è rappresentato proprio da questi tre elementi. 

Chi può essere riammesso alla rottamazione quater

La rottamazione quater non è accessibile a tutti. Bensì, a chi aveva effettuato l’accesso in passato ma era decaduto. La causa di decadenza principale è il mancato pagamento di una o più rata, oppure un ritardo nel pagamento delle stesse superiore ai 5 giorni.

Per inciso, alla rottamazione quater potevano accedere solo i titolari di ruoli affidati all’agente di riscossione (in passato Equitalia, ora Agenzia delle Entrate) tra il 1° gennaio 2000 e il 30 giugno 2022. 

E la rottamazione quinquies?

Che fine fa la rottamazione quinquies? Beh, le opzioni sono due: introduzione per decreto (o per legge ordinaria), o attesa fino alla nuova legge di bilancio. In ogni caso, i tempi potrebbero essere lunghi. D’altronde, è un po’ come ricominciare da capo.

Non ci sta una parte della maggioranza (la Lega), che intende accelerare i tempi e iniziare fin da subito i lavori, anche a costo di portare un nuovo testo in commissione. 

La partita politica non è affatto scontata, in quanto altri componenti della maggioranza spingono, piuttosto, per un taglio dell’IRPEF. La coperta, come sempre in questi casi, è molto corta.

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