Meno tasse per chi ha figli. Sarebbe questo l’obiettivo del Governo in vista della manovra del 2025.

Le indiscrezioni giungono da un famoso giornale affine all’area di centrodestra, e per ora (metà settembre) non hanno trovato conferma nelle dichiarazioni degli esponenti.

Allo stesso tempo, è possibile che i rumor corrispondano alla realtà. Come al solito, tra il dire e il fare c’è di mezzo… La copertura di bilancio.

Cosa bolle in pentola: le indiscrezioni de Il Foglio

La coperta è corta, si sa. Dunque, è necessario compiere delle scelte. A giudicare da quanto riportato in un editoriale de Il Foglio del 12 settembre 2024, l’obiettivo è “coprire” le esigenze delle famiglie con prole, magari a scapito di chi la prole non ce l’ha. Una chiara scelta di campo che però non stupisce, visto l’obiettivo strategico della maggioranza di governo, il quale consiste proprio nel sostegno alle nascite. 

D’altronde, qualche timido tentativo lo si è registrato già l’anno scorso, con la manovra attualmente in vigore. Le madri lavoratrici godono ad oggi di una decontribuzione totale, e pazienza se il provvedimento abbraccia un orizzonte temporale ristretto (giusto il 2024).

In quella direzione si è messo un altro provvedimento, a dire il vero molto più indiretto: l’aumento della soglia di non imponibilità dei fringe benefit da 1000 a 2000 euro per chi ha figli a carico. Per chi non lo sapesse, i fringe benefit sono i “compensi in forma non monetaria”, spesso vere e proprie agevolazioni, che i datori di lavoro possono corrispondere ai lavoratori.

Tornando alla manovra di là da venire: in cosa si tradurrà il principio del meno tasse per chi ha figli? Ovviamente, di dettagli non ce ne sono, ma Il Foglio ipotizza un estensione per lo meno temporale della decontribuzione per le donne lavoratrici, un aumento delle detrazioni e delle deduzioni e – più in generale – un taglio del cuneo fiscale. Il Foglio si è spinto oltre e ha dichiarato che, sempre stando ai rumor, gli interventi dovrebbero valere 5-6 miliardi.

Per inciso, i rumor non sarebbero altro che parole del Ministro Giorgetti esplicitate nelle sedi opportune ma a distanza da microfoni. Il Ministro, come dicevamo, non ha né confermato né smentito.

Il nodo delle coperture

Come al solito, a tenere banco c’è il nodo delle coperture. Tuttavia, se il principio è meno tasse per chi ha figli, non è difficile dedurre che il corollario sia più tasseper chi non ha figli. Ovviamente, si tratterebbe di un inasprimento indiretto. Non un aumento delle tasse vero e proprio, bensì una riduzione delle detrazioni. Ciò rientra nell’approccio generale del governo, che punta di basea sfoltire il sistema di detrazioni.

Le ipotesi in questo senso sono numerose. I bonus edilizi sono da sempre nell’occhio del ciclone, o per meglio dire sono appesi a un filo. Tuttavia, alcuni credono possibile una ulteriore stretta alla cedolare secca. In effetti, se ci si ragiona su, la cedolare secca appare come un’impresa tutt’altroche progressiva, e quindi passibile di rimaneggiamento. Allo stesso tempo, la cedolare secca è troppo importante in chiave di contrasto all’elusione fiscale. Insomma, è anche grazie alla cedolare secca che gli affitti in nero sono diminuiti negli ultimi anni.

La questione assume i contorni della sfida ardua se si pensa che, anche considerando i pochi provvedimenti già in cantiere, richiedono una copertura ulteriore di ben 10 miliardi.

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