Mediazione condominiale

La mediazione condominiale è stata oggetto di pesanti modifiche da parte del legislatore. Con la riforma del condominio, entrata in vigore il 30 giugno del 2023, ha subito uno snellimento. Le procedure sono ora più agili, finalmente prive delle fasi intermedie più polverose e – probabilmente – non necessarie.

Sulla carta, le modifiche sono molto utili. Nella pratica, potrebbe cagionare alcuni squilibri nei rapporti tra amministratore e condominio. Vale dunque la pena esplorare i cambiamenti imposti dal legislatore e le loro implicazioni.

L’amministratore come mediatore privilegiato

La prima novità riguarda le modalità di nomina dell’amministratore a mediatore condominiale. Ebbene, se in passato la nomina doveva passare per una delibera dell’assemblea, dal 30 giugno 2023 l’amministratore può incaricarsi… Da solo.

Ovviamente ci dev’essere una chiara richiesta dalle parti in causa, che possono essere i contendenti o l’autorità giudiziaria chiamata a esprimersi, ma l’accettazione o il rifiuto della nomina è sempre a sua discrezione.

Questo è a dire il vero il cambiamento più grande. In primo luogo, perché riduce i tempi per l’avvio della mediazione. Nei fatti, permette di saltare un passaggio lungo, pesante e insidioso: lo scontro in assemblea per il conferimento dell’incarico di mediatore all’amministratore. Si sa, l’amministratore è raramente amato da tutti. Per quanto un buon professionista si sforzi a mantenere rapporti cordiali, le sue decisioni rischiano di scontentare alcuni. Dunque, rendere vano il passaggio in assemblea significa togliere le castagne sul fuoco all’amministratore e garantirgli sempre e comunque il ruolo di mediatore, a prescindere dal parere dell’assemblea.

Di converso, questo cambiamento eleva l’amministratore ad arbitro designato o perlomeno probabilissimo di tutte le contese in condominio. Secondo alcuni, potrebbe essere un potere troppo grande.

Le tempistiche della mediazione condominiale

La riforma del condominio ha messo mano anche sulle tempistiche della mediazione, che ora si fanno più certe… E stringenti.

Interessanti sono le tempistiche sullo svolgimento dei lavori. Le parti hanno tre mesi di tempo per giungere a un accordo, prorogabili per altri tre mesi previo parere condiviso. La scadenza decorre dal deposito della richiesta da parte di una delle parti in causa. In alternativa, se la mediazione è demandata, ovvero richiesta dall’autorità giudiziaria, i tre mesi decorrenti dalla data di scadenza fissata dal giudice.

Tempistiche più rapide anche per quanto concerne l’inizio dei lavori. La mediazione deve iniziare non prima di 20 giorni e non dopo 40 giorni il deposito della domanda. Soprattutto, è possibile saltare il primo incontro a scopo informativo. Insomma, si parte subito con il negoziato.

La questione dei condomini morosi

Un’ultima novità riguarda i ricorsi al decreto ingiuntivo. Se un condomino moroso viene raggiunto da decreto ingiuntivo e fa opposizione, il condomino deve procedere obbligatoriamente con la mediazione.

Il giudice assegna una data alla quale la mediazione, nel bene e nel male, dev’essersi verificata. Se la mediazione non è avvenuta, il giudice annulla gli effetti del decreto ingiuntivo e provvede circa le spese.

Una modifica, questa, che impone la massima celerità ai condomini. A queste condizioni, appare scontato che la mediazione, almeno in prima battuta, venga richiesta direttamente all’amministratore. Anche considerando la possibilità di evitare il passaggio in assemblea, appare come la soluzione più rapida ed efficace.

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