
La pubblicità rappresenta da sempre una importante voce di spesa per le imprese e i professionisti. A maggior ragione in questo periodo, caratterizzato da un più facile accesso all’attività pubblicitaria, a sua volta causato dalla diffusione delle piattaforme online.
Ragione per cui è sempre più diffusa la domanda: le spese pubblicitarie sono detraibili? La risposta è positiva oltre le più rosee aspettative. Ma procediamo con ordine.
Le spese pubblicitarie sono detraibili? Sì, e non solo
Ebbene sì, le spese pubblicitarie sono detraibili. O, per meglio dire, è detraibile l’IVA che si paga sulle spese pubblicitarie. Nello specifico, è detraibile al 50%, un valore mediamente superiore alle detrazioni riguardanti le voci di spesa non essenziali.
Per comprendere il reale vantaggio della detrazione delle spese pubblicitarie è bene fornire dettagli sull’IVA e fornire un esempio concreto.
Nello specifico, l’IVA sulle spese pubblicitarie è piuttosto alta, proprio perché non indica un’attività essenziale per l’impresa, per il professionista (o anche per il cittadino comune impegnato in un progetto personale). In buona sostanza, è pari al 22%.
Questo significa che se si spende in un anno una cifra pari a 10.000 euro al netto dell’IVA, si affronta una spesa totale di €12.200. Di questi, è possibile detrarre, e quindi “scontare dalle tasse”, ben 1.100 euro.
Ma non è finita qui. Le spese pubblicitarie sono anche deducibili, ovvero possono essere utilizzate per ridurre il reddito imponibile. È qui che le cose si fanno veramente interessanti. Infatti, la deduzione è al 100%.
Ovviamente, il risparmio effettivo dipende dal singolo caso, in particolare dalla pressione fiscale cui si è sottoposti.
Ipotizziamo un professionista con un fatturato di 100.000. In questo caso, l’aliquota IRPEF sarà pari al 43%. Ecco che la deduzione di 10.000 euro di spese pubblicitarie produrrà un risparmio pari a 4.300 euro, proprio perché la deduzione consente sostanzialmente di non pagare le tasse sulla voce di spesa oggetto della stessa.
Come dedurre e detrarre le spese pubblicitarie
Di base, tanto la detrazione delle spese pubblicitarie quanto la loro deduzione sono piuttosto semplici da effettuare.
Per quanto concerne la detrazione, trattandosi di detrazione IVA, essa va riportata semplicemente nella dichiarazione IVA annuale. Nello specifico, nei righi VF13 (in cui vanno immessi i dati del fornitore) e nei righi VF14 (in cui va immesso l’importo).
Per quanto concerne la deduzione, essa va registrata nei documenti contabili e non figura in alcun’altra dichiarazione, se non nella dichiarazione dei redditi.
Certo, bisogna possedere dei requisiti per poter dedurre e detrarre le spese pubblicitarie. Ovvero:
Inerenza delle spese pubblicitarie, cioè devono essere correlate direttamente all’attività svolta.
- Inerenza delle spese pubblicitarie. Le spese devono essere direttamente correlate all’attività svolta dall’impresa o dal professionista. Ciò significa che devono mirare a promuovere prodotti o servizi dell’azienda, contribuendo potenzialmente all’incremento dei ricavi.
- Competenza delle spese pubblicitarie. Le spese devono essere attribuite all’esercizio fiscale in cui sono state sostenute. Questo principio assicura che i costi siano contabilizzati nel periodo corretto, riflettendo accuratamente la performance finanziaria dell’azienda. Ad esempio, una spesa pubblicitaria effettuata a dicembre 2024 dovrebbe essere registrata nell’esercizio 2024.
- Dimostrabilità delle spese pubblicitarie. È essenziale poter documentare le spese attraverso fatture o ricevute valide. Questa documentazione funge da prova dell’effettivo sostenimento del costo e della sua natura, permettendo di giustificare la deduzione o detrazione in caso di controlli fiscali. Senza una documentazione adeguata, le spese potrebbero essere contestate dall’Agenzia delle Entrate.
- Regime fiscale adottato. Il regime fiscale dell’azienda o del professionista influisce sulla possibilità di dedurre o detrarre le spese pubblicitarie. Ad esempio, nel regime forfettario, molte spese non sono deducibili o detraibili, poiché il reddito imponibile è calcolato applicando una percentuale forfettaria ai ricavi, senza considerare i costi effettivamente sostenuti.
