Conoscere l’elenco aggiornato delle spese detraibili è l’unica strategia concreta che hai a disposizione per abbassare le tasse in busta paga e aumentare il rimborso del tuo 730.
Il problema è che ogni anno, milioni di dipendenti italiani compilano la dichiarazione dei redditi concentrandosi solo sulle voci più note: visite mediche, farmaci, interessi del mutuo.
Eppure, il Fisco italiano prevede un ventaglio molto più ampio di costi che possono essere scaricati. Ignorare queste voci significa, letteralmente, lasciare soldi sul tavolo.
Ne parliamo qui. Analizzeremo le 5 categorie di spesa che vengono dimenticate più spesso dai contribuenti, ma che hanno un ottimo potenziale di recupero fiscale. In particolare, riveleremo l’aliquota, il massimale e il risparmio massimo.
#1 Abbonamenti ai mezzi pubblici
La mobilità sostenibile non fa bene solo all’ambiente, ma anche al portafoglio. Tra le spese detraibili introdotte negli ultimi anni e spesso cestinate insieme alla ricevuta, c’è quella relativa agli abbonamenti per il trasporto pubblico locale, regionale e interregionale.
Se acquisti tessere annuali o mensili per autobus, tram, metropolitane o treni pendolari, hai diritto a una detrazione IRPEF del 19%.
La spesa massima su cui calcolare il rimborso è di 250 euro all’anno. Dunque, puoi recuperare fino a 47,50 euro.
La detrazione spetta sia per l’abbonamento del dichiarante sia per quello dei familiari a carico.
Attenzione alla documentazione: per inserire questa voce nell’elenco delle tue spese detraibili, devi conservare il titolo di viaggio e la prova del pagamento tracciabile.
#2 Istruzione dei figli
Quando si parla di scuola, molti genitori si limitano a portare al commercialista le ricevute delle tasse universitarie. Tuttavia, il capitolo delle spese detraibili per l’istruzione è molto più vasto e copre le scuole di ogni ordine e grado, dall’asilo nido alle superiori.
L’errore comune è pensare che i costi “accessori” siano esclusi. Al contrario, rientrano nel beneficio fiscale del 19% Ovvero:
- Le spese per la mensa scolastica (sia gestita dal Comune che da terzi).
- I costi per le gite scolastiche e i viaggi d’istruzione.
- I servizi di pre e post scuola.
- I contributi volontari versati agli istituti per l’ampliamento dell’offerta formativa.
Il limite massimo di spesa è fissato a 800 euro per alunno. Questo si traduce in un risparmio netto fino a 152 euro per ogni figlio. Se hai due bambini in età scolare, dimenticare queste ricevute significa perdere oltre 300 euro di rimborsi.
#3 Attività sportive per ragazzi
Mantenere i figli attivi è un investimento sulla loro salute, ma il Fisco lo riconosce anche come onere scaricabile. L’iscrizione a palestre, piscine e associazioni sportive dilettantistiche rientra a pieno titolo tra le spese detraibili per i figli a carico di età compresa tra i 5 e i 18 anni.
Anche in questo caso la detrazione è del 19%, calcolata su un importo massimo di 210 euro per ragazzo. Il recupero è di circa 40 euro a figlio. Può sembrare una cifra contenuta, ma sommata alle altre voci, contribuisce ad alzare il valore del tuo rimborso finale.
Per non perdere il beneficio, assicurati che la ricevuta o la fattura contenga tutti i dati necessari: la denominazione dell’associazione sportiva (con codice fiscale), la causale del pagamento, l’attività sportiva esercitata e i dati anagrafici del ragazzo che la pratica.
#4 Spese veterinarie
Gli animali domestici sono parte integrante della famiglia italiana. Fortunatamente, anche le cure per i nostri amici a quattro zampe rientrano tra le spese detraibili, purché i pagamenti siano tracciabili.
Molti dipendenti rinunciano a inserire queste spese perché scoraggiati dalla “franchigia”. È vero, esiste una franchigia di 129,11 euro (sotto questa cifra non si detrae nulla), ma tutto ciò che spendi oltre tale soglia, fino a un massimo di 550 euro, genera un credito fiscale del 19%.
Non rientrano solo le visite specialistiche o gli interventi chirurgici, ma anche l’acquisto di farmaci veterinari (con scontrino parlante) e gli esami di laboratorio. Se il tuo animale ha avuto bisogno di cure importanti durante l’anno, conservare le fatture è d’obbligo.
#5 Provvigioni dell’Agenzia Immobiliare
Se hai acquistato l’abitazione principale (la cosiddetta “prima casa”), sai bene che gli interessi del mutuo sono la regina delle spese detraibili. Tuttavia, c’è un’altra fattura legata alla compravendita che spesso rimane chiusa in un cassetto: quella dell’intermediario immobiliare.
Se ti sei avvalso di un’agenzia per comprare casa, hai diritto a detrarre il 19% dei compensi pagati ai mediatori immobiliari, su un importo massimo di 1.000 euro. Questo significa un rimborso secco di 190 euro.
Considerando che le provvigioni d’agenzia superano quasi sempre i mille euro, raggiungere il massimale è molto semplice. Eppure, nel caos del trasloco e delle pratiche notarili, questa è la voce che viene dimenticata più spesso in assoluto.