La fattura semplificata è uno strumento esclusivo che permette di risparmiare tempo e libera risorse amministrative. In passato, la sua adozione era limitata a un numero limitato di casistiche. Oggi, con le novità apportate dalla Legge di Bilancio 2025, queste casistiche sono state allargate, a tal punto da rendere la fattura semplificata uno strumento alla portata di tutti. Vediamo insieme di cosa si tratta.

Cos’è la fattura semplificata

Prima di parlare delle novità apportate dalla Legge di Bilancio, è bene fornire qualche nota di contesto, ovvero parlare della fattura semplificata, spiegare in che cosa consiste, quali vantaggi garantisce.

La fattura semplificata, come suggerisce lo stesso nome, è una versione più semplice e sintetica della fattura ordinaria. Di base, contiene un numero limitato di informazioni, praticamente il minimo indispensabile. Ovvero:

  • Data di emissione;
  • Numero progressivo;
  • Denominazione del soggetto cedente, partita IVA, nome, cognome e residenza;
  • Denominazione del soggetto committente, nome, cognome e residenza;
  • Descrizione dei beni o dei servizi ceduti;
  • Importo complessivo.

La differenza più evidente rispetto alla fattura ordinaria riguarda la descrizione dei beni e servizi scambiati/erogati. La fattura semplificata può contenere una sola descrizione, per giunta generica, senza entrare nel dettaglio (come invece accade per la compilazione della fattura ordinaria).

I cambiamenti del 2025

La Legge di Bilancio interessa molti aspetti della fiscalità, sia dal punto di vista sostanzialmente che formale. Nel suo piccolo, interessa anche la fattura semplificata. Nello specifico, ha apportato un singolo cambiamento, ma importante: ha eliminato il vincolo dell’importo.

In passato, si poteva emettere fattura semplificata solo se l’importo non superava i 400 euro. Ora, si può emettere anche se l’importo supera questa soglia. L’importante è che l’emittente abbia aderito al regime forfettario.

Si tratta di una novità non da poco, giacché buona parte delle fatture, in effetti, superano i 400 euro. A maggior ragione se si considerano gli oggettivi vantaggi della fattura semplificata:

  • Risparmio di tempo;
  • Compilazione più facile;
  • Possibilità di emettere più fatture in un arco limitato di tempo.

Le altre novità per le partite IVA

Le novità per le partite IVA ovviamente non finiscono qui. La più rilevante riguarda, come al solito, gli aderenti al regime forfettario. Nello specifico, è stata innalzata la soglia oltre la quale il reddito da dipendente non è più compatibile con il regime forfettario. Prima era 30.000 euro lordi all’anno, ora è 35.000 euro lordi.

Ciò significa che chi guadagna, con il proprio lavora da dipendente, una somma non superiore a 35.000 euro lordi all’anno può comunque aderire al forfettario. Un dettaglio non di poco conto, e che va di pari passo con l’aumento dell’inflazione. Infatti, un reddito di 30.000 euro lordi all’anno corrisponde mediamente a uno stipendio di 1600 euro al mese, che non sono i 1600 euro di qualche anno fa. E’ dunque giusto, anche per questa tipologia di dipendente, accedere alla tassazione agevolata del forfettario.

La ratio del Governo è comunque ovvia: agevolare l’iniziativa personale, cercare di alleggerire, se non il carico fiscale, comunque gli oneri burocratici. Almeno in teoria.

Vuoi contattarci?