Chi può usufruire dell’esecuzione IMU? È una domanda che si pongono molti proprietari di casa, nella speranza di fare parte dei casi di esenzione e risparmiarsi una spesa che, nella migliore delle ipotesi, consiste in svariate centinaia di euro.

Per fortuna, il legislatore ha disciplinato con generosità l’argomento, sicché sono molti gli scenari in cui l’IMU non è dovuta.

Non è un dettaglio di poco conto, se si considera quanto questa tassa sia avversata. Viene perlopiù percepita come eccessiva, anche alla luce delle tante tasse e imposte che gravano sul “mattone” e che riguardano non solo il mero possesso ma anche la compravendita.

Ma vediamo insieme i casi di esenzione

IMU: i casi di esenzione

Il caso di esenzione più importante, nonché il più famoso, riguarda le case adibite ad abitazione principale. Semplicemente, non è dovuta l’IMU per le case in cui si abita, se di proprietà.

Il concerto di abitazione principale non va confuso con il concetto di prima casa. Quest’ultima è la casa che, per prima, entra a fare parte del proprio patrimonio, piuttosto che l’unica posseduta. L’abitazione principale è quella dove si vive, dove si stabilisce il proprio domicilio. Spesso, la prima casa è anche abitazione principale. Può capitare però che non lo sia, ovvero che l’acquirente, dopo aver finalizzato l’acquisto, non stabilisca lì il suo domicilio. In quel caso, l’IMU va pagata.

I casi di esenzione, ad ogni modo, non si esauriscono con l’abitazione principale.

Per esempio, l’IMU non va pagata se l’immobile è destinato a scopi “etici” o di servizio, purché tale destinazione sia avulsa da dinamiche di lucro. Il riferimento è agli immobili pensati per le attività assistenziali, previdenziali, sanitarie, di ricerca scientifica, didattiche, sportive, religiose. La buona notizia è che a contare non è l’effettivo esercizio delle attività: è sufficiente che gli immobili siano adibite ad esse.

Sono esenti anche i cinema, i teatri e le sale concerto, a patto che il proprietario sia anche il gestore dell’attività.

Infine, sono esenti i terreni sottoposti ad attività agricola per mano di coltivatori diretti o di IAP, categoria a cui appartengono gli Imprenditori Agricoli Professionali.

I casi in cui si ha diritto a uno sconto

Oltre alle esenzioni si segnalano gli sconti. In alcuni casi, infatti, è possibile pagare una IMU decurtata. Ecco un prospetto breve ma esaustivo.

  • Sconto del 50%. L’immobile è ceduto con la forma del comodato a parenti di primo grado (genitori o figli).
  • Sconto del 37,5%. L’immobile è proprietà di pensionati che percepiscono una pensione italiana ma sono residenti all’estero.
  • Sconto del 25%.  L’immobile è oggetto di contratto di locazione a canone concordato, ovvero viene affittato a un prezzo calmierato (secondo i limiti stabiliti dalle associazioni riconosciute dalla legge).

La ratio del legislatore circa l’esenzione IMU

Alla luce di quanto detto fin qui, si intuisce la logica dietro le esenzioni e gli sconti. In buona sostanza, il legislatore ha inteso dare seguito a uno dei principi basilari dell’impianto normativo italiano: il diritto a un alloggio. In questo senso va inquadrata l’esenzione a beneficio delle abitazioni principali.

Il legislatore ha altresì inteso incentivare alcune attività meritevoli, come quelle di servizio (non a scopo di lucro), nonché quelle legate alla cultura.

Infine, con un’ampia scontistica, ha inteso incentivare alcune buone pratiche, come la locazione a prezzo calmierato, dettaglio non di poco conto in una prospettiva di risoluzione delle varie crisi abitative sparse per tutto il paese.

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