Le compensazioni crediti è uno strumento molto utile per i contribuenti che vantano un credito nei confronti dell’Agenzia delle Entrate e non intendono passare per il processo, a dire il vero molto lungo, della liquidazione. Consente infatti di utilizzare questi crediti per il pagamento di imposte e oneri. 

Questo strumento è ben normato dalla legge nelle modalità e nei tempi. Di recente, e allo scopo di dare corso ad alcuni provvedimenti varati con la Legge di Bilancio 2014, l’Agenzia delle Entrate ha cambiato le carte in tavola. Lo ha fatto con la circolare n.16 del 28 giugno 2024. Vediamo di cosa si tratta. 

Compensazioni crediti: la situazione fino al 30 giugno

Fino al 30 giugno 2024, la norma operava un discrimine tra gli F24 a saldo zero e gli F24 a saldo positivo. 

In particolare, se l’F24 utilizzato per la compensazione crediti produceva un importo pari a zero, realizzando una compensazione totale crediti-debiti, il contribuente era costretto a inviare tale F24 attraverso i servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate.

Se invece l’F24 produceva un saldo positivo, ovvero i crediti non bastavano a compensare tutti i “debiti”, il contribuente poteva procedere normalmente, usufruendo dei servizi allo sportello. 

Inoltre, non vi era alcun limite per quanto concerne le compensazioni. In breve, poteva essere compensata qualsiasi cifra.

Compensazioni crediti: le novità dell’Agenzia delle Entrate

La circolare n.16 dell’Agenzia delle Entrate (che, lo ripetiamo, dà seguito a quanto stabilito dalla Legge di Bilancio) interviene proprio sull’invio telematico e sulle soglie per la compensazione. In sintesi stabilisce che.

Anche le compensazioni a saldo positivo devono essere trasmesse mediante i servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate. Dunque, gli F24 a saldo positivo vengono equiparati, nella modalità di trasmissione, agli F24 a saldo zero.

La facoltà della compensazione è preclusa per i contribuenti che lamentano iscrizioni a ruolo per imposte erariali, relative accessori, nonché per carichi affidati all’Agenzia delle Entrate Riscossione frutto di atti emessi dall’ente medesimo per una somma superiore a 100.000 euro. 

Insomma, non si possono più portare in compensazioni i crediti, se questi hanno lo scopo di coprire “cartelle” dall’importo superiore a 100.000 euro. 

E’ questa la novità interessante e, dal punto di vista dei contribuenti debitori, più preoccupante. Per fortuna, è prevista un’eccezione. Infatti, i carichi sottoposti a rateazione non concorrono al raggiungimento della soglia dei 100.000 euro. 

La ratio di una decisione controversa

I cambiamenti imposti dalla Legge di Bilancio e concretizzati dall’Agenzia delle Entrate sono importanti. Allo stesso tempo, potrebbero generare un discomfort per i contribuenti. Eppure la ratio è chiara.

Da un lato, determinare un risparmio per l’ente. I servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate sono gestiti internamente e non rappresentano un costo. I servizi di trasmissione che partono dal cartaceo sono gestiti da terzi, i quali rappresentano un costo. Forzare l’invio mediante i servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate, dunque, significa risparmiare.

Dall’altro lato, lo scopo è garantire una maggiore liquidità all’ente, e quindi limitare lo strumento della compensazione per le cifre più significative. 

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