Bonus fiscali 2025

Il Governo si è scagliato più volte contro la politica dei bonus dei precedenti esecutivi, giudicandola troppo dispersiva e poco sostenibile per le casse dello Stato.

Allo stesso tempo, non ha potuto fare a meno di integrare alcuni incentivi, riconoscendo nello strumento in sé una qualche efficacia nel dare sollievo ai contribuenti e favorire alcune buone pratiche.

Da qui, l’introduzione nella legge di bilancio di alcuni bonus specifici, finalizzati a promuovere determinate attività e vincolate alle condizioni economiche del richiedente.

I bonus del 2025

Partiamo col dire che i bonus che il Governo vuole introdurre segnano un deciso cambio di passo rispetto a quelli di qualche anno fa.

Infatti, si caratterizzano per il carattere specialistico, poiché indirizzati alla copertura di spese particolari.

Nondimeno, dipendono – per importo e requisiti di accesso – dall’ISEE o dal reddito di chi li richiede.

A cambiare è anche il meccanismo: alla fruizione mediante detrazione si accompagna – in alcuni casi – il contributo vero e proprio.

Di seguito, i principali bonus che il Governo sta per introdurre.

Bonus nascite

Incentivi per i nuovi nati ci sono sempre stati. Il Governo sta però introducendo la Carta per i nuovi nati, che consiste in un contributo di 1000 euro per le famiglie con ISEE inferiore ai 40.000 euro.

Requisito generoso e che comprende buona parte delle famiglie italiane. Il contributo è finalizzato a coprire le spese legate alla gestione delle nuove nascite. Può essere richiesto a un anno dalla nascita del piccolo o anche dell’adozione.

Bonus asili nido

E’ uno dei bonus più articolati, anche perché il suo importo dipende sostanzialmente dall’ISEE. Di base, il contributo massimo è pari a 3.600. euro.

Tuttavia, questa cifra è riservata solo ai nuclei con ISEE pari o inferiore ai 25.000 euro. Dai 25.000 euro in su e fino a 40.000, il contributo è pari a 3000 euro. Per tutti gli altri, è pari a 1500 euro.

Il bonus è relativo a undici mensilità. Può essere richiesto un mese alla volta, o tutto in una volta, entro il 31 dicembre dell’anno di riferimento.

Bonus mamme

Questo bonus non è una novità ma è stato pesantemente modificato. In particolare, è stato reso disponibile anche per le lavoratrici autonome, purché non abbiano aderito al regime forfettario. Ad ogni modo, consiste nell’esonero contributo al 100% e il bambino ha un’età inferiore ai 10 anni. Il reddito, comunque, non deve essere superiore ai 40.000 euro.

Bonus elettrodomestici

Una novità di questa legge di bilancio. Consiste in un contributo pari al 30% della spesa, fino a 200 euro per chi ha un ISEE inferiore a 25.000 euro; fino a 100 per chi lo supera. L’elettrodomestico, per inciso, dev’essere di classe B o superiore.

Gli altri bonus

Per quanto concerne gli altri bonus, la partita è ancora da giocare. Sembra, però, che il Governo li confermerà tutti, ma con ritocchi alle aliquote.

Per esempio, il bonus ristrutturazioni e l’ecobonus, per il 2025, dovrebbero essere associati a un’aliquota del 50%, ma solo per le prime case. Per le seconde, l’aliquota scende al 36%. Invariato il tetto di spesa, a 96.000 euro.

La ratio del governo

Appare evidente, alla luce di questa breve ma esaustiva panoramica, la ratio del Governo. Non rinunciare ai bonus, che dopotutto rappresentano uno strumento efficace, ma razionalizzarli. Come? Riservando i contributi ad attività specifiche, per esempio il sostegno alla natalità e alla genitorialità, come all’acquisto di dispositivi a basso consumo energetico. Un altro principio “razionalizzante” è la progressività: in ossequio alla Costituzione, alcuni bonus sono vincolati all’ISEE.

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