Assicurazione condominiale

L’assicurazione del condominio è uno dei tanti argomenti scottanti della materia condominiale. Ma cosa succede quando scade? Una domanda legittima e soprattutto diffusa: capita spesso che la polizza scada, vuoi per inadempienza dei condomini vuoi per negligenza dell’amministratore.

Per fortuna, dopo qualche anno di incertezza, la giurisprudenza ha definito la questione, la quale ora appare chiara e scevra da fraintendimenti. Ne parliamo qui.

Un focus sull’assicurazione del condominio

L’assicurazione del condominio è esattamente ciò che il nome suggerisce, ovvero una polizza che copre l’assicurazione da eventi negativi, e che in genere richiedono una spesa ingente per poter essere gestiti.

Tuttavia, funziona in modo parzialmente diverso dalle assicurazioni comuni. Infatti, copre – nella maggior parte dei casi – due generi di danno: quello a detrimento del condominio stesso, quello a detrimento altrui ma causato dal condominio. Insomma, è una forma di protezione tanto per i proprietari quanto per il prossimo. Ecco alcuni eventi coperti dalla maggior parte delle assicurazioni:

  • Incendio in appartamento
  • Rottura di impianti con conseguenti allagamenti
  • Caduta di pezzi di intonaco e conseguente lesioni a passanti

Nei primi due casi, la compagnia rifonde i condomini. Nel terzo caso, rifonde il passante, risparmiando ai condomini la spesa per il risarcimento del danno.

Come tutte le assicurazioni, anche quella del condominio prevede una franchigia, al di sotto della quale la compagnia non interviene.

Per quanto concerne il premio assicurativo, e quindi il costo, si segnala una certa varietà. Mediamente, però, si pagano sui 2000 euro annui. Ipotizzando un condominio con 20 proprietari, si può immaginare una spesa di 100 euro a testa. Ovviamente, il premio aumenta se il condominio si trova in pessime condizioni, es. quando la facciata è pesantemente deteriorata.

L’assicurazione del condominio è obbligatoria?

La risposta è no, l’assicurazione del condominio non è obbligatorio. Non c’è nessuna legge che impone la stipula di una polizza assicurativa. Tuttavia, potrebbe essere resa obbligatoria da elementi specifici. Per esempio, dal regolamento condominiale. O, ancora, da una delibera esplicita dell’assemblea.

Per inciso, l’assemblea per decretare l’obbligo deve raggiungere il consenso di metà dei presenti e di un numero di persone sufficienti a rappresentare 500 millesimi di proprietà (334 in seconda convocazione).

Va detto che la stipula dell’assicurazione è auspicabile. D’altronde, è una forma di protezione universale, che protegge i condomini dal rischio di pagare per danni che loro stesso hanno subito, come anche di pagare costosi risarcimento del danno.

Che succede se l’assicurazione del condominio è scaduta

L’assicurazione del condominio può scadere esattamente come qualsiasi altra assicurazione. E’ più probabile, però, che scada perché non è stato pagato il premio. Nella fattispecie, la compagnia si ritiene libera da qualsiasi impegno di copertura, almeno fino a quando il debito non sarà saldato. Non si tratta di un’evenienza rara: in molti condomini c’è chi non paga, o paga in ritardo, facendo in qualche modo saltare il banco.

Cosa succede in questi casi? Verrebbe da pensare che a risarcire il danno (a terzi o ai condomini) debbano essere i condomini medesimi, che quindi sarebbero chiamati ad agire come se l’assicurazione non fosse mai stata stipulata.

E invece una recente sentenza della Cassazione ha cambiato le carte in tavola. In buona parte dei casi, a dover pagare è… L’amministratore. Ciò accade anche quando la sospensione della polizza è dovuta all’assenza di denaro in cassa, quindi alla morosità dei condomini.

A primo acchito, sembra tutto paradossale. E invece il ragionamento fila. Secondo gli ermellini, l’amministratore deve fare di tutto per pagare l’assicurazione condominiale, quindi deve attivarsi per ottenere il denaro dai morosi. Se non lo fa è colpevole e la responsabilità ricade su di lui.

Ma c’è una scappatoia anche per l’amministratore. Se infatti priva che comunque si è attivato formalmente per chiedere il denaro, ovvero utilizzando tutti gli strumenti legali possibili, è esonerato da qualsiasi responsabilità. In teoria basta anche una lettera di messa in mora, seguita magari da una chiamata e da una lettera informale dove si spiegano le conseguenze della morosità (tra cui, appunto, la sospensione della copertura assicurativa).

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