Acquisto prima casa: le agevolazioni previste per gli under 36.

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Acquisto prima casa: le agevolazioni previste per gli under 36.

Continua la scia di sostegni a favore dei cittadini emanati dal Governo Draghi in questo difficile ma speranzoso 2021. Questa volta, ci concentreremo sulle attesissime misure a sostegno dei giovani under 36 che desiderano acquistare la loro prima casa; per molti di loro un sogno che può diventare realtà, considerate le spesso precarie o insufficienti condizioni lavorative che attanagliano la generazione dei nati tra gli anni Ottanta e Novanta del secolo scorso. Lo scenario degli ultimi anni è stato ben fotografato dall’Osservatorio di MutuiOnline, secondo il quale ad aprile erano solo il 28% i finanziamenti erogati agli under 35 rispetto al 30,3% di ottobre-dicembre 2020 e al 37,9% del 2011.

I nuovi benefit, rientrano tra le misure contenute nel decreto Sostegni bis, diventato legge lo scorso 23 luglio. Tra le novità del decreto si trova appunto il bonus prima casa per giovani under 36 che acquistano il loro immobile principale entro fine giugno 2022. A loro sono dedicate alcune possibilità, tra cui, in primis, quella di potere procedere alla richiesta di un mutuo dell’80% della quota capitale utilizzando il fondo di garanzia messo a disposizione dallo Stato (che, in realtà, fu creato con la Legge di Stabilità del 2014).

Il provvedimento ha portato anche altre convenienti opportunità di risparmio per gli under 36; in particolare sono state eliminate le imposte catastale, di registro e ipotecaria, nell’ipotesi di acquisto da un soggetto privato. Nel caso di acquisto da un costruttore, è stabilito un credito di imposta, di importo uguale a quello dell’IVA relativa alla spesa in questione, che può essere:

  • portato in diminuzione dalle imposte di successioni e donazioni;
  • utilizzato in diminuzione dell’Irpef dovuta in base alla dichiarazione da presentare successivamente alla data dell’acquisto;
  • utilizzato in compensazione come previsto dal decreto legislativo 241 del 9 luglio 1997.

L’accesso al bonus per la prima casa, però, è condizionato ad una serie di requisiti, oltre a quello anagrafico:

  • non possedere altre abitazioni acquistate sfruttando il bonus prima casa (anche effettuato in società con altri);
  • risiedere nello stesso comune dove si trova l’immobile acquistato che si niente adibire a prima casa;
  • la prima casa non deve rientrare tra abitazioni di lusso (A1/A8/A9);
  • possedere un ISEE sotto i 40mila euro l’anno (per entrambi i contraenti, nel caso di una coppia; nel caso in cui solo uno dei due soggetti dovesse rispettare tale limite, l’agevolazione spetterebbe quota parte solo a lui).

In seguito alla conversione del decreto, le banche italiane hanno predisposto una serie di prodotti dedicati alla stessa platea, che per effetto della garanzia statale possono garantire l’accesso ad un finanziamento pari al 100% del costo della casa. Nel caso in cui il beneficiario dovesse risultare inadempiente, la banca che ha riconosciuto il finanziamento, decorsi novanta giorni dalla scadenza della prima rata del mutuo non ricevuta, possono verificarsi due scenari:

  • la banca, entro i 12 mesi a seguire, pre-attiva la “Garanzia sofferente” oppure, qualora lo stato di sofferenza duri solo alcuni mesi, il soggetto interessato riprende a pagare le rate;
  • se il mutuatario risulta insolvente, Consap recupererà quanto versato alla banca anche attraverso il ricorso alla procedura di iscrizione a ruolo;

Secondo un’analisi di Facile.it e Mutui.it, fino ad ora un giovane nato dal 1985 in poi che comprava un immobile del valore di 150.000 euro doveva pagare un’imposta di registro del 2% (1.542 euro), più 100 euro per le imposte ipotecaria e catastale e 300 per quella sostitutiva su un mutuo da 120.000 euro. Adesso, con il nuovo decreto, tali somme sono totalmente decurtate e si risparmiano, quindi, quasi 2.000 euro. Ancora più conveniente è l’acquisto di una prima casa di nuova costruzione. Al momento, difatti, l’onere equivale e 600 euro per le tre imposte (ipotecaria, di registro e catastale) più 6.000 di Iva agevolata (il 4% dei 150.000 euro ipotizzati) e 300 per il mutuo. Con le nuove norme si eliminano 900 euro di tributi e i 6.000 dell’imposta sul valore aggiunto potrebbero essere utilizzati come credito d’imposta (NB: quando si compra una casa direttamente dall’impresa, l’Iva deve essere comunque pagata, ma con la normativa in questione i giovani possono appunto averla in un certo senso “restituita”).

 

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